La ricerca della felicità

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Soldi, benessere, amore, successo, fama…tutto ciò che desideriamo può avere tanti nomi, ma tutti riconducibili ad un unico concetto: la felicità.
Se ogni giorno decidiamo di andare avanti è esclusivamente perché ricerchiamo in ogni attimo della nostra vita un pizzico di felicità che possa progressivamente migliorare e saziare la nostra voglia di essere felici sempre di più. Tutti vogliamo stare bene e ci sono mille modi per esserlo (a volte bastano anche soli 5 minuti come scrivo in questo articolo), ma non sempre troviamo la nostra strada giusta. Per questo bisogna seguire degli esempi concreti, dei modelli viventi ed un caso in particolare mi ha emotivamente colpito.

Ho scoperto questo uomo tramite un film ispirato alla sua vita (in realtà il film è tratto a sua volta dal libro omonimo): sto parlando de “La ricerca della felicità” e l’uomo in questione è Chris Gardner.

Ma chi è Chris Gardner?

L’uomo che ha ricercato la felicità

L’uomo che ha associato il suo nome alla felicità è attualmente un imprenditore, investitore e speaker motivazionale americano, nonché multimilionario.
La sua vita, tuttavia, non è stata sempre così rosea, anzi agli occhi di un esterno la sua vita passata può sembrare tante cose men che meno felice.

Il giovane Gardner
Un giovane uomo, un padre, un senzatetto che, come dice lui stesso, “era senza una casa, ma non senza speranza”.
Chris non ha avuto una vita facile dato che sin dall’infanzia il padre biologico era sempre assente, mentre il patrigno era violento con la propria famiglia a tal punto da aver fatto arrestare la madre di Chris per un reato di frode mai accertato. Le cose non andarono meglio crescendo.
Si sposò una prima volta, poi una seconda volta con Jackie Medina con cui ebbe un figlio. Proprio in quegli anni iniziarono i primi grossi problemi economici che si intrecciarono con una vita familiare sempre più turbolenta a tal punto che in un primo momento la moglie lo abbandonò portandosi via il figlio e poi tornò dopo 4 mesi al solo scopo di lasciare a Chris il loro figlio e andarsene definitivamente.

La svolta
Ma grazie al suo temperamento e al suo costante desiderio di raggiungere una felicità degna per lui ed il figlio, Chris non si è mai abbandonato alla disperazione e così, dopo aver incontrato casualmente un ricco broker, decide di intraprendere quella strada. Anche questa volta la vita non si palesa facile per l’uomo: il corso per diventare broker è infatti non remunerato ed inoltre molto difficile e selettivo. Chris per un anno vive senza un tetto e fa di tutto per soddisfare le esigenze primarie per sé ed il figlio: ogni giorno si vede costretto a cercare un letto e del cibo, girando tra centri di accoglienza, chiese e lavandosi in bagni pubblici. Alla fine però Chris risulta essere il primo dello stage formativo e diventa un broker a tutti gli effetti. Da quel momento l’uomo senza fissa dimora riesce a costruirsi la sua felicità e la sua fortuna fino a diventare uno dei più ricchi esponenti della finanza americana.

Il suo segreto?
Chris non hai nascosto le sue “armi” per raggiungere la felicità e quindi il successo.

Il segreto del successo sta nel cercare qualcosa che ami così tanto che non riesci ad aspettare che il sole sorga per realizzarla.

Insomma lui non ha mai mollato, anche quando tutto sembrava remargli contro. Non posso nemmeno cinicamente giustificare il suo successo dietro un classico “eh, ma era già ricco di famiglia” perché non è così. Chris è la dimostrazione vivente che anche chi non ha nulla può avere tutto quello che desidera, ma che soprattutto la felicità che ognuno cerca non cade dal cielo, ma si costruisce con le proprie mani.

Puoi basarti solo su te stesso. La cavalleria non arriverà, ecco cosa continua a ripetere da sempre Chris!

La sua è una bellissima quanto drammatica storia di un uomo che ha ottenuto ciò che voleva senza aiuti esterni e ogni volta che rivedo il film “La ricerca della felicità” mi sento motivato a prendere in mano la mia vita e a rendermi conto che la felicità che cerco non è lì fuori ad aspettare me, ma solo coloro che davvero la vogliono fortemente stringere..

Senza dover diventare necessariamente dei senzatetto come Chris, ognuno di noi deve comunque rendersi conto che non possiamo lamentarci se poi non abbandoniamo la nostra zona di comfort così familiare, ma spesso limitante e sostanzialmente insoddisfacente.

A rimanere nel piattume, anche i nostri sogni si livellano.

Io ci penso ogni giorno e quando sono bloccato dalle mie incertezze, mi immagino Chris Gardner dirmi, mentre mi da una pacca sulla schiena che

Se hai un sogno devi proteggerlo.

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