Procrastinare, cos’è e come non farlo più.

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Cosa vuol dire “Procrastinare”? Beh, significa che….ma ora non ho tempo e te lo dirò in un altro momento.

Scherzi a parte, quello che ho appena fatto è esattamente un esempio di procrastinazione, ovvero ho rinviato a “data da destinarsi” qualcosa che avrei dovuto dirti.

Procrastinare ti spinge a fare domani ciò che dovresti fare ORA.

Procrastinare ti spinge a fare domani ciò che dovresti fare ORA.

Wikizionario definisce “Procrastinare” come: “rimandare al domani con lo scopo di temporeggiare o, addirittura, di non fare ciò che si dovrebbe”

Chiaro, no? Ebbene per quanto sia ormai comprensibile il significato di questo verbo, non è altrettanto facile evitare di farlo!

Io stesso, lo ammetto, mi ritrovo in molte situazioni in cui tendo a rinviare diversi impegni da svolgere, dai più banali (devo pulire il bagno!!) ai più importanti per me ovviamente (devo davvero finire questo articolo per oggi?).

Tanto per capirci, l’esempio più lampante di procrastinazione prende vita magicamente il 31 dicembre o il 1 gennaio di ogni anno e si chiama “Lista dei buoni propositi”: in quei giorni ci ritroviamo  infatti a buttar giù un bell’elenco di:

  • Voglio dimagrire
  • Voglio mettere di fumare
  • Voglio andare in palestra
  • Voglio trovare un nuovo lavoro
  • Voglio cambiar casa

Tutti intenti validi e carichi di quell’entusiasmo tipico di chi ha voglia di iniziare bene il nuovo anno. Poi, una volta terminate le feste, la loro positività rilassante e una volta tornati nella routine quotidiana, tendiamo a procrastinare e quindi rinviare il 90% degli impegni riportati su quella benedetta lista.
Sii sincero, quante volte hai riportato le stesse cose negli anni? Io molte, ma davvero tante al punto che potrei fotocopiare la lista del 2004, cambiare qualcosina e sarebbe uguale a quella del 2015.

Situazione analoga in cui si tende spesso a procrastinare, la vivi anche in ufficio, vero? E ti ritrovi così sommerso di lavori che devono essere terminati il prima possibile e che sono lì sulla scrivania a prender polvere.
“Tanto riesco sempre a are le cose all’ultimo minuto”. Io a volte me lo dico, tu no?

Ma perché questo accade?
Per diversi motivi, a volte simili, a volte opposti, ma tutti quanti ci inducono a procrastinare. Te ne riporto quattro con altrettanto quattro possibili soluzioni per evitare di continuare a procrastinare. Vediamo se riesco a beccare situazioni che hai vissuto o stai vivendo ancora oggi.


Meglio godersi il momento e non il domani.
Tutto sommato non suona male e non sembra sbagliato, vero? Sinceramente nemmeno io lo trovo scorretto, tant’è che concettualmente è molto vicino alla mia filosofia dello YEAH (ricordi? lo hai letto?), tuttavia abusarne, ti spinge a procrastinare!
Come sempre non voglio tirarmi fuori da questa situazione per cui anche questa volta voglio ammettere che mi sono ritrovato spesso a navigare distrattamente su Facebook, Twitter, forum vari, commentando, rispondendo e aspettando la prossima notifica o il prossimo “Like”/Retweet perché in fondo mi piace sentirmi immediatamente gratificato anche da queste piccole cose e sinceramente non c’è nulla di male: la felicità passa anche dai piccoli piaceri quotidiani ed immediati.

Però (c’è sempre un però) queste abitudini, se usate per allontanarsi dagli impegni che dobbiamo portare a termine, non sono poi così vantaggiose, non credi? Io sono stato sincero con te, ora tocca a te esserlo altrettanto con te stesso: conta, ad esempio, le volte che ti sei ritrovato a passare l’intero pomeriggio su Facebook invece di occuparti di quel lavoro che il capo ti ha chiesto di finire per dopodomani o i compiti di matematica. Certo, hai ancora tempo eppure dentro di te sai che è molto più prezioso e gratificante stupire il capo consegnando anzitempo ciò che ti ha assegnato invece di avere 300 Like su un post che domani nessuno si ricorderà più.

E allora cosa dovresti fare? 
Quando sei lì che stai per cliccare sull’icona di internet, fermati un attimo e chiediti sinceramente cosa ti farà stare DAVVERO bene. Chiediti se quel piccolo piacere immediato, ma effimero vale davvero il tempo che invece potresti dedicare ad una gioia più lunga e duratura!


Ma se non ce la faccio?
Pensa, e se fosse la paura di fallire a farci rimandare le cose? La paura, come anche l’ansia di non farcela ci spinge moltissime volte a trascurare ciò che la genera come appunto una scadenza e/o un impegno.
Più ne stiamo lontano e meglio ci sentiamo, ma poi il problema si ripresenta ancor più snervante perché, col passare del tempo, ci ritroviamo davvero ad essere in ritardo ed è lì che scatta il paradosso: avevi paura di non farcela, hai lasciato tutto indietro, poi hai dovuto fare le cose di fretta e, si sa, la fretta può portarti a sbagliare ed infine non ottieni quello che avresti voluto.
Il risultato finale rischia di confermare le tue paure iniziali! Ora, a mente lucida, ti rendi conto che è tutto un circolo vizioso creato da te?

E allora cosa dovresti fare?
Non devi fare altro che compire un piccolo passo alla volta!

  • devi preparare un esame tra 4 mesi e devi studiarti  3 libri?Bene studia 10 pagine al giorno, arrivi così a finire un libro al mese. Ti rimane il 4 mese per ripassarti tutto.
  • devi consegnare un progetto tra una settimana? Non aspettare gli ultimi due giorni per fare tutto, ma prepara un programma spezzettato in 7 giorni!

Più è piccolo lo sforzo, più è gestibile e più il risultato complessivo sarà migliore!

Molti blog consigliano la lettura di un libro: l’autore è Richard Wiseman e si chiama “59 secondi. Pensa poco, cambia molto” . Sarà il prossimo libro che leggerò, fallo anche tu!


Sono in grado di fare tutto in poco tempo e all’ultimo!

Mi ricordo il mio periodo universitario e soprattutto quando erano appena iniziati i corsi e gli esami erano lontani anni luce (circa 4 mesi). La prima settimana la passavo a casa svaccato sul divano, la seconda mi accorgevo che fuori c’era un mondo diverso dal mio salotto ed iniziavo ad uscire ogni sera, rientrando verso le 2 di notte e svegliandomi alle 11, poi computer, amici, ragazza e si ricominciava. E gli esami erano ancora ben lontani: il leitmotiv di quei momenti era “Tanto sono sempre stato in grado di fare tutto sotto stress”.

Poi un giorno mi svegliavo e mi accorgevo che mancava un mese alla sessione d’esame:  la tragedia era appena cominciata!
Mi ritrovavo così a dover studiare tutto in fretta e spesso non riuscivo a superare tutti gli esami che mi ero prefissato di fare in quella sessione così mi ripromettevo di non ridurmi più all’ultimo minuto. Peccato però che questi bei propositi come quelli di inizio anno venissero dimenticati al giro successivo di pausa.

E allora cosa dovresti fare?
Te lo spiegherò con un altro ricordo universitario (bei tempi…)
Mi ricordo tuttavia di quei compagni universitari che non hanno mai lasciato indietro un esame e non sono mai andati fuori corso.
 Ma loro come facevano? Semplice: sin dai primissimi giorni di corso iniziavano a studiare, non lasciando nulla indietro e arrivavano in prossimità degli esami col solo sforzo di dover fare un semplice ripasso a tal punto che mentre io studiavo da zero qualcosa, loro la conoscevano già perfettamente.

Immagino che tu te lo stia chiedendo e quindi ti risponderò subito: loro sapevano che non sarebbero MAI riusciti a preparare tutto nell’ultimo mese. Loro superavano brillantemente un esame, iniziando a prepararlo da SUBITO e con TUTTO il TEMPO a DISPOSIZIONE!


Ma cosa diavolo devo fare?
Bella domanda , vero? Non ti capita mai che ti venga assegnato un lavoro da svolgere in cui ti dicono “Guarda, è un nuovo progetto che stiamo sperimentando. Hai carta bianca su tutto.”?
Beh, tu aspettavi quella “carta bianca” da una vita per avere la possibilità di mostrare agli altri le tue capacità gestionali ed organizzative e…e…non sai invece come e cosa fare!

E allora sei lì che pensi, ripensi, progetti gradi cose, ma il cervello si frigge e quindi decidi che ti meriti una pausa come un caffè, una passeggiata, mezz’oretta su internet ed il tempo passa e quando riprendi in mano il progetto ti ritrovi a pensare e ripensare e così via. Cosa hai ottenuto? Niente.

E allora cosa dovresti fare?
Ti consiglio ancora di “sminuzzare tutto e fare un passo alla volta!”
Se non sai da dove iniziare, non ti resta che chiedere, informarti: nessuno nasce “imparato” e non cercare di imitare progetti analoghi, ma molto complessi perchè altrimenti, a causa della tua eventuale inesperienza, rischi di imbarcarti di qualcosa attualmente fin troppo difficile.
Prendi esempio, piuttosto, da modelli più semplici così da non bloccarti contro il muro dei “ma non sono in grado di fare quella roba lì”!

“Per salire una scala bisogna fare un gradino alla volta”


Cosa ne pensi?
Ti ho dato fin troppi spunti su cui riflettere in una volta sola? Ti vien voglia di lasciar perdere e di ributtarti sulla tua pagina Facebook preferita?
Beh, lo so non è facile e non lo è nemmeno per me. D’altronde credo di essere stato nel farti capire che anch’io tendo a procrastinare. Tuttavia t
i chiedo davvero di fare un ultimo sforzo e di guardare il lato positivo di questa tanto faticata lettura: se sei arrivato fino qui, leggendo questo articolo tutto d’un fiato, vuol dire che hai già superato il primo test contro la tua procrastinazione!

Continua così!

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Una risposta

  1. maggio 2, 2016

    […] che fai? O rimandi oppure ti da una scossa (e potresti leggere questo bell’articolo su come smettere di procrastinare ad esempio) ed incominci a lavorare/pulire il più velocemente […]

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