Come gestire lo stress

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Tra i termini più digitati sui motori di ricerca risulta la parola Stress.

Beh, non c’è da stupirsi d’altronde: l’Organizzazione Mondiale della sanità lo ha definito il “Male del XXI secolo” e studi recenti di Assosalute confermano che quasi 9 italiani su 10 (85%) soffrono di stress. Ne soffrono maggiormente i giovani e le donne e i sintomi più frequenti sono mal di testa, stanchezza, mal di stomaco, tensione muscolare e insonnia. Lo stress è diventato una parte così integrante della nostra vita che gli hanno addirittura dedicato una Giornata tutta sua (precisamente il 7 novembre)!

Ok, Davide, oggi hai deciso di volermi rovinare la giornata?
Beh, non  è mia intenzione stressarti con lo stress (scusa il gioco di parole), ma scommetto i pochi capelli che mi sono rimasti che avrai vissuto almeno una volta nella vita uno di quei sintomi senza che fossero legati a qualche malattia particolare come l’influenza o un virus intestinale. Ammetto, con una punta di orgoglio, che io li ho sperimentati tutti!

Ma fortunatamente ci sono diversi modi per gestire questa condizione, ma prima di esporteli voglio avvertirti che fortunatamente esiste anche uno stress positivo. Lo stress positivo è quello che ti tiene all’erta e su di giri e ti permette di affrontare diversi impegni ed attività con energia ed un pizzico di emozione ed eccitazione.

Ti faccio un esempio.
Fino a qualche anno fa ballavo regolarmente e partecipavo spesso a dei concorsi. La tensione prima di questi eventi era palese e mi teneva sulle spine fino alla fine, ma al tempo stesso mi permetteva di dare tutto me stesso per rendere più bella possibile la mia prestazione. Questo è appunto lo stress buono.

Lo stress cattivo è tutta un’altra storia invece e mi vengono in mente 4 modi per gestirlo.

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Un esempio fin troppo frequente di stress…

Fermati!
Alt! Stop! Basta! Questi sono gli unici comandi che dovresti darti quando percepisci che sei sotto stress. Non importa che tu sia pieno di impegni, non interessa che tu sia nel bel mezzo di una trattativa o un progetto o qualsiasi altra cosa. Devi fermarti non c’è altra soluzione. Per quanto possa sembrare controproducente in un frangente in cui dovresti continuare a dare il massimo, se non ti concedi una pausa, ti assicuro che sarà il tuo corpo e anche la tua mente a richiederlo. Pensa ad una macchina a cui è finito l’olio: tu potresti anche continuare a ad andare, ma prima o poi fonderesti il motore e la tua auto si fermerebbe in ogni caso.
Quando continui ad accumulare stress accade la stessa cosa: se non ti fermi, alla fine fondi in un modo o nell’altro.
Quindi fallo consapevolmente: concediti una pausa di sano ozio e occupati di qualcosa totalmente diverso come ad esempio un hobby. Te ne propongo 3 in questo articolo. In ogni caso questa pausa ti serve per tirare un attimo i remi in barca e ricaricarti per poter affrontare il prossimo passo.

“L’importante è capire che fermarsi a volte è importante tanto quanto andare avanti a tutti i costi.”
(Anonimo)

 

Seleziona le tue priorità.
Se sei arrivato a un punto critico della tua vita in cui le tue batterie non riescono a ricaricarsi a sufficienza per sostenere il carico delle cose che fai, allora, amico mio, è tempo di fare una cernita delle tue attività. Per ridurre lo stress, devi necessariamente stabilire delle priorità. D’altronde è normale e umanamente comprensibile che non puoi fare tutto.

Ad esempio è ora di smettere di fare lo “Yes-man” a lavoro e prendersi la gestione e la responsabilità di ogni cosa che ci vogliono appioppare.
Oppure non puoi preparare settordicimila esami in due esami per la prossima sessione.
Infine non puoi allenarti 7 giorni alla settimana senza mai fermarti.

In tutti questi casi vale il famoso adagio “Il troppo stroppia”, ovvero l’eccesso in qualunque forma rischia di essere deleterio a lungo andare.

Nella pausa che ti ho consigliato nel punto precedente approfitta quindi per stabilire delle priorità delle cose che vuoi/devi svolgere. Fallo sulla base del principio che ogni persona deve soddisfare i suoi 6 Bisogni Umani. In primo luogo cerca di capire quali sono i più importanti per te e parti da quelli.

Ti consiglio infine di riportare queste priorità nero su bianco perché finché rimangono chiuse nella tua mente, non riuscirai mai a monitorarle fin in fondo e soprattutto non ti sarà mai chiaro capire quante cose effettivamente fai nell’arco delle tue giornate.

“Stabilisci degli obiettivi chiari e fai dei progetti scritti per ogni parte della tua vita.”
(Brian Tracy)

 

Pianifica.
Ok, ora hai capito quali sono le cose davvero prioritarie della tua giornata tipo, bravo! Però ora devi  vedere come e quando farle. C’è solo un modo efficace che può esserti utile: la programmazione. Solo in questa maniera è possibile comprendere quanto tempo puoi dedicare veramente alle cose importanti della tua vita. Infatti il rischio è che, una volta stabilite le priorità, si voglia comunque fate tutto e subito. Il ché è impossibile e soprattutto rischia di farti rifinire in un turbinio di ansia e stress.

Uno dei migliori metodi per gestire il tuo tempo sulle attività da svolgere è il WBS o Work Breakdown Structure. È uno degli strumenti più utili di project management, ma va benissimo anche nella vita personale.
Come funziona? In pratica prendi una delle attività e la spezzetti in piccole parti, stabilendo così dei micro-obiettivi da raggiungere per ogni step.
È come quando devi fare la lista degli ingredienti per una torta: fai la lista di quello che ti serve e quindi stabilisci dove comprarli e quando ti servono.

 

Non solo spezzettare, ma anche prepararsi al peggio.
Qualsiasi metodo tu voglia utilizzare, calcola che avere chiaro in mente un percorso che ti porti a realizzare tutti i tuoi progetti (prima quelli prioritari e quindi quelli secondari) abbatte radicalmente lo stress perché non brancoli più al buio. Naturalmente gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, ma anche quelli vanno inseriti nella tua pianificazione (con eventuali soluzioni d’emergenza a riguardo) così da avere un minimo di manovra.

Quando studiavo ad esempio, insieme agli esami davvero importanti, preparavo anche uno “ di scorta”, ovvero un esame molto veloce da preparare, ma che eventualmente mi avrebbe comunque garantito il numero di crediti necessari per iscrivermi all’anno successivo nel caso in cui non avessi passato uno degli esami “must”.

“Chi ha paura degli insuccessi limita le sue attività. L’insuccesso è semplicemente un’opportunità per iniziare di nuovo, questa volta in modo più intelligente.”
(Henry Ford)

E con il quarto consiglio, termina qui l’articolo.  Mi piacerebbe molto se tu volessi parlarne, lasciando un commento o qui sul blog o sulla pagina o sul gruppo Facebook di RebuildMyLife.

P.S.
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