Come superare la paura di fallire.

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Hai mai affrontato la paura di fallire? Scommetto tante volte…

D’altronde è normale fallire perché fa parte del nostro processo di crescita, della nostra vita e di ogni percorso che decidiamo di intraprendere per raggiungere i nostri obiettivi. In poche parole questa sensazione è una paura con cui conviviamo quotidianamente.

In ogni caso non è l’unica: pensa ad esempio alla paura di fare un incidente stradale quando sei alla guida della tua macchina o alla paura di ammalarti quando esci di casa col brutto tempo o la paura di farti male quando ti stai allenando. Sono tutte situazioni che viviamo nell’ordinario, ma che non ci fermano dal continuare le nostre azioni quotidiane. Eppure, c’è una paura altrettanto familiare che però ci impedisce di raggiungere ulteriori successi importanti: è per l’appunto la paura di fallire.

Non diciamo la nostra durante una riunione di lavoro perché temiamo in una reazione negativa dei nostri interlocutori.
Non ci presentiamo ad una persona che ci piace perché non vogliamo un suo eventuale rifiuto.
Non pubblichiamo un nostro libro per evitare una critica fortemente contraria.

 

Ma perché questa paura ci fa molto più paura delle altre paure? (bel gioco di parole, vero?)

Sebbene le altre siano, a volte, anche più pericolose ( un incidente stradale lo è sicuramente rispetto ad un “2 di picche” di una ragazza), il fallimento è una bestia nera che spesso ci blocca più del rischio di mettere in pericolo la nostra vita. Questo dipende principalmente perché il rischio di fallire in qualcosa ci porta mentalmente alla possibilità di essere giudicati negativamente dagli altri e quindi di essere esclusi dai gruppi sociali in cui noi vorremmo essere. Insomma ci ritroviamo ancora una volta ad affrontare la paura del giudizio altrui, ma soprattutto di non essere in grado di gestire le opinioni negative degli altri.

 

Come possiamo quindi affrontare la paura di fallire?

Con questo articolo voglio darti 3 suggerimenti. Il terzo consiglio in particolare arriva da un’amica di vecchia data che ha già dato in passato un ottimo contribuito a questo blog!

In primo luogo ti consiglio di accettare l’idea che nessuno sia perfetto. Banale, ma non semplice perché ricadiamo spesso nell’errore che gli altri pretendono da noi la perfezione assoluta. Sappiamo tuttavia che non è così. Ti consiglio di leggere le biografie di grandi uomini di successo come Thomas Edison che giunse alla sua lampadina ideale dopo 10000 fallimenti.  Se non hai tempo di leggerne tante, allora prova a leggere il libro di Dale Carnegie “Come trattare gli altri e farseli amici” che riporta gli aneddoti di tantissime persone di valore!

lampadine

Devi solo trovare la tua lampadina giusta!

Forte di questa consapevolezza (tutti sbagliano), inizia a darti piccole sfide quotidiane che ti allontanino anche di poco dal tuo quotidiano, dalla tua Zona di Comfort e che quindi implichino il rischio di qualche insuccesso. Dato che sono piccoli compiti, il fallimento dovrà, proporzionalmente, avere un impatto minore sulla tua vita, ma ti aiuterà notevolmente a comprendere quanto fallire faccia parte della tua esistenza e soprattutto ti aiuterà a comprendere come reagire a questi intoppi.

“Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.”
(Thomas Edison)

 

In secondo luogo chiarisci i tuoi obiettivi. Spesso la paura di fallire è legata ad una idea nebulosa e confusa di quello che vorremmo veramente. A volte rimaniamo su generici “voglio più soldi”, “Voglio stare bene”. “voglio essere felice” o “voglio di più”; sono tutti desideri più che sensati, ma non ti portano a capire come puoi raggiungerli, anche perché non ti permettono di comprendere cosa vuoi raggiungere. Chiarisciti le idee, ordina per priorità la tua personale lista dei 6 bisogni umani, spezzetta ogni obiettivo in step più piccoli, di durata minore e più facilmente raggiungibili. Poniti già nell’ottica che sbaglierai e quindi preventiva anche una percentuale del tuo tempo e delle tue energie “investite” in questi fallimenti inevitabili, ma necessari per capire qual è strada giusta da perseguire. Infine, registra ogni tuo piccolo successo che avrai ottenuto dopo ogni tuo fallimento, in modo da renderti ancora più conto che quello che stai ottenendo lo devi anche a cosa o chi ti ha temporaneamente fermato o ostacolato.

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Su, su: scriviamo i nostri obiettivi!

 

Ed ora il pezzo grosso di questo articolo: riporto di seguito il punto di vista di Sara sulla paura di fallire! 

“Meglio i rimorsi che i rimpianti”
Cit. Mia Nonna 

Da anni ormai ho fatto mia questa filosofia e credetemi se vi dico che molte cose sono migliorate nella mia vita. Ad una prima analisi si potrebbe pensare che voglia semplicemente dire “buttati e fallo”, ma come in tutto l’analisi dei pro e contro è sempre consigliata.

A mio parere però vi sono alcuni ambiti in cui spesso va applicata alla lettera, per esempio quante volte in cerca di lavoro avete pensato di non essere abbastanza per una posizione e non avete inviato la candidatura? Sì, ovvio, se cercano un ingegnere e siete laureati in filosofia meglio lasciar perdere, mi riferisco a quelle postille agli annunci per una posizione che vi si confà, per esempio gli anni di esperienza o passare da fare parte del TEAM a GUIDARLO. Oppure avete un’idea in mente che vi ronza in testa da anni, ma non fate nulla per renderla concreta.

Quindi cosa è che ci frena in questi casi?
Ansia? Paura? Senso di inadeguatezza?
E cosa ci guadagniamo a non fare? NIENTE!

Non è detto che la vostra esperienza sia minore rispetto a quella di una persona che lo fa da più tempo di voi, per il semplice motivo che tutte le aziende sono diverse tra loro e anche se il concetto di base è quello vi sono procedure e metodi lavorativi diversi, chi vi dice che con il vostro metodo, benché con meno esperienza, non andreste a migliorare le procedure e la qualità del lavoro?
Per quanto riguarda un avanzamento di carriera come guidare un team invece spesso è un semplice blocco emotivo, una vocina interiore che rema contro di voi, ma finché non proverete non potrete realmente sapere dove sono i vostri limiti.
Se invece avete un’idea o un sogno la pianificazione per step è necessaria e ricordare di chiedere consiglio è sacrosanto. Non nasciamo né imparati né infallibili, documentarsi concretamente non vi costerà nulla e il tempo speso non sarà comunque perso, poiché avrete appreso nozioni di cui prima eravate carenti e chissà che un giorno non vi verranno utili.

 Immaginate quindi di avere un grosso elastico legato in vita che parte dal punto A e voi vorreste arrivare al punto B, ma l’elastico vi frena finché non lo mollate un po’, non è facile, ma tira e tira e prima o poi arriverete al punto B, ma se vi arrenderete prima finirete per chiedervi “e se avessi tirato ancora un po’ cosa sarebbe successo?”, mentre nel malaugurato caso arrivati al punto B l’elastico si spezzasse e prendeste una facciata in terra almeno potrete dire di averci provato accrescendo ciò che siete nel tentativo.

 

E questi erano i nostri consigli su come affrontare al meglio i propri fallimenti.Se inoltre hai voglia di parlarne, puoi lasciare o qui sul blog o sulla pagina o sul gruppo Facebook di RebuildMyLife.

P.S.
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