Insoddisfazione, come liberarsene

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L’insoddisfazione mi appare ormai come la spada di Damocle dei nostri tempi.

La nostra società ci ha infatti inculcato l’idea che noi possiamo avere tutto e velocemente, ma tralascia dal dirci che per ottenere qualcosa, bisogna guadagnarselo e così ci ritroviamo come criceti a correre eternamente su una ruota avendo dinanzi a noi un pezzo di formaggio che non possiamo raggiungere.
“Così vicino eppur così lontano” è proprio l’espressione che più si addice, secondo me, a come ci si sente quando si è attanagliati da un profondo senso di insoddisfazione.

“Grazie Davide, siamo in estate, mi vorrei rilassare, magari andare anche in ferie a divertirmi e tu mi vuoi ricordare di quanto sia facile essere preda dell’insoddisfazione? No, ma grazie, eh.”

Avresti tutte le ragioni del mondo a lamentarti di questo articolo, ma se te ne voglio parlare ora è proprio perché siamo in un periodo di vacanze, ovvero giorni in cui siamo più scarichi degli impegni quotidiani e quindi possiamo focalizzarci maggiormente sulle cose che tendiamo a tralasciare, ma cui teniamo in realtà molto. In fondo come sotto le vacanze natalizie ti focalizzi solitamente sui buoni propositi dell’anno nuovo così sotto le vacanze estive dovresti interessarti della tua situazione al giro di boa dell’anno corrente.
In poche parole, non devi mai perdere di vista i tuoi obiettivi!

Io mi immagino l’insoddisfazione come una bestia sempre affamata in perenne ricerca del suo cibo preferito: tu, io, noi tutti. Per alimentarsi questa bestia punta su una semplice cosa: che tu abbandoni i tuoi obiettivi. Più te ne allontani e più la tua insoddisfazione cresce.

In questo articolo mi piacerebbe quindi indicarti la strada che ti aiuta a non nutrire più questa dannata bestia. Devi insomma mettere a dieta la tua insoddisfazione!

La strada per allontanare l’insoddisfazione è composta da 3 tappe.

Prima tappa: avere chiaro in mente cosa si vuole.
Sai quali sono i momenti i cui mi sento più insoddisfatto? Quelli in cui non riesco a prendere sonno e mi rigiro nel letto perché continuo a rimuginare sulle mille cose che vorrei realizzare, ma che non non riesco a fare. Il problema è che queste mille cose sono qualcosa di etereo, non ben definito e questo mi rende ancora più irrequieto. In effetti una causa di insoddisfazione è proprio quello di non definire bene ciò che si vuole. Questo ci spinge a cercare qualcosa che non conosciamo bene e, proprio per questo motivo, ben difficile da realizzare. Hai presente quando a non ti senti completo perché comprendi che ti manca qualcosa, ma non sai cosa? Proprio in quel momento tu stai nutrendo la tua bestia, la tua insoddisfazione.
Devi quindi educarti a non farlo più!
Prendi quindi carta e penna, siediti ad un tavolo e compila una lista di almeno 5 obiettivi che vuoi raggiungere il prima possibile. La mancanza di obiettivi è una leccornia per la tua insoddisfazione e quindi devi averne almeno uno (ho scritto un articolo a proposito).

5 punti per abbattere l’insoddisfazione


Ora che hai quei cinque punti, non rischi più di ritrovarti a cercare qualcosa di ignoto: hai qualcosa di ben chiaro da raggiungere!

“Se non sappiamo cosa vogliamo, quante possibilità abbiamo di ottenerlo?”
(Roberto Re)

Seconda tappa: procedere per piccoli passi.
I 5 obiettivi che hai definito nel punto precedente possono essere grandi o piccoli, facilmente raggiungibili o meno, di lunga o breve durata…insomma l’unico limite che puoi dar loro è dettato dalla tua immaginazione. Esistono quindi un numero svariato di traguardi da raggiungere, ma per tutti vale una semplice, ma importantissima regola: vai avanti un passo alla volta, non strafare! Può capitare, infatti, che presi dall’entusiasmo iniziale di aver intrapreso una nuova avventura, ovvero aver buttato le fondamenta di un nuovo progetto, si tenda a sopravvalutare noi stessi, le nostre competenze e le nostre possibilità.
Che sia chiaro, adoro l’ottimismo di chiunque, ma bisogna sempre avere i piedi ben piantati a terra: vai avanti un passo alla volta e sonda sempre il terreno. L’errore è contemplato, il fallimento è a volte una tappa obbligata per scoprire il procedimento più corretto, ma sbagliare perché ci siamo lasciati andare un’incontrollata frenesia è il modo migliore per alimentare la nostra insoddisfazione.

“Per fare il primo passo non hai bisogno di vedere tutta la scala.”
(Martin Luther King)

Terza tappa: non correre.
Last, but not least, anche se hai imparato ad affrontare un problema alla volta, non c’è bisogno di bruciare le tappe: prenditi tutto il tempo che ti occorre per andare avanti. Anzi, spesso ti occorre prendere proprio una pausa per ricaricare le energie e riflettere sul da farsi. L’ozio, infatti non è tuo nemico, lo è invece il rischio di non ripartire più! Pensa all’ozio come la fermata obbligatoria alla stazione di benzina: ti fermi, fai il pieno e riparti. Certamente non ti passerebbe per l’anticamera del cervello di rimanere su quel piazzale, smontare pezzo per pezzo la tua macchina e tornare indietro a piedi.
Ecco, allora perché dovresti farlo con i tuoi progetti? Prenditi il tempo che ti occorre per far benzina, per ricaricarti e poi ributtati in carreggiata!

“Non importa se vai avanti piano, l’importante è che non ti fermi.”
(Confucio)

L’articolo finisce qui. Spero di esserti stato d’aiuto e di non averti rovinato le vacanze 😀
Ti ricordo inoltre che puoi lasciare un commento sotto a questo articolo o sulla pagina Facebook di RebuildMyLife  o anche inviarmi un’email all’indirizzo davide@rebuildmylife.it

A presto!
Davide

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