Non arrenderti mai, altre 3 ragioni per non farlo.

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“Non arrenderti”, lo avrai sentito ripetere tante volte in questo periodo in cui il genere umano sta affrontando la sua ultima pandemia.

D’altronde stiamo vivendo un’esperienza unica, sebbene tragica, che ci sta mettendo duramente alla prova. Volenti o nolenti dobbiamo cambiare le nostre abitudini, alterare le nostre routine quotidiane e sai bene come sia davvero estenuante abbandonare la propria Comfort Zone, ovvero quell’area in cui siamo abituati a vivere con le nostre cose, le nostre conoscenze e le nostre consuetudini. Avevo già scritto un articolo sul perché non devi mai arrenderti (qui ci sono ben 4 motivi per non farlo), ma mi sento obbligato a consigliarti altre 3 ragioni per non mollare, a maggior ragione, proprio ora!

 

Impara ad accettare i cambiamenti.

Il primo ostacolo alla nostra motivazione siamo noi stessi. Anche tu, come tutti gli esseri umani, sei l’insieme delle tua abitudini: hai il tuo modo di pensare, agire e giudicare che costruisci e rinforzi ogni giorno, svolgendo le solite cose, frequentando le stesse persone e posti. Nel bene e nel male noi siamo l’insieme delle nostre routine. Di conseguenza è del tutto normale abbattersi quando il nostro mondo ci crolla addosso.

 

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Accogli il cambiamento e non arrenderti,

Quando ho deciso di smettere di fumare, la parte più dura è stata quella di dimenticarmi degli aspetti correlati. Ad esempio, mentre ero al PC, mi ritrovato a cercare inconsapevolmente con la mano il pacchetto sulla mia destra dove ero solito lasciarlo oppure, dopo aver bevuto un caffè, desideravo immediatamente prendere una sigaretta. Insomma la difficoltà maggiore non è stato liberarmi dall’assuefazione di nicotina, bensì da tutti quegli usi che erano nati intorno a quella semplice azione di accendere una sigaretta. In più occasioni ho rischiato di ricominciare a fumare proprio per soddisfare quelle azioni e non tanto per un bisogno fisiologico.

 “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”
(Winston Churcill)

È proprio questo che ci frega: rischiamo di arrenderci proprio perché non riusciamo a perdere le vecchie abitudini. Quante volte ti sei ritrovato testardamente a seguire una strada senza uscita e ti sei ritrovato in una situazione di stallo? La soluzione come al solito è semplice, ma non facile: bisogna trovare delle valide alternative altrettanto forti e motivanti. Non è facile soprattutto se non cambiamo punto di vista, se continuiamo ad osservare le cose sempre nella stessa maniera.
Potremmo pertanto chiedere consigli a qualcun altro perché spesso un osservatore esterno trova più facilmente una soluzione.
Potremmo consultare libri, manuali, corsi per vedere se possiamo fare qualcosa per superare l’ostacolo che si pone dinanzi a noi.

Di certo, l’unico mondo universalmente riconosciuto è riconoscere che bisogna formarsi ed informarsi con qualcosa di nuovo se vuoi lasciare il vecchio.

  

Non è detto che vinci se non ti arrendi, ma se ti arrendi perdi sicuramente.

Sin da piccolo ho la passione per la corsa campestre, ovvero quella non di velocità, ma di resistenza, dato che si sviluppa su diversi chilometri. Ho provato anche a partecipare a quelle in montagna dove i dislivelli diventano davvero rilevanti. Ho partecipato a molte gare, alcune vincendole, altre perdendole malamente. A volte si affrontavano percorsi che mi mettevano in difficoltà sin dall’inizio, altre volte invece macinavo chilometri su chilometri come se avessi il fuoco nelle vene. Quando iniziavo una gara, non sapevo in che posizione mi sarei piazzato perché ogni volta era una sfida a scoprire chi era più in forma e chi si era allenato meglio. Una cosa era certa: cedere al dolore, allo sforzo fisico e fermarsi durante la gara, non mi avrebbe fatto tagliare il traguardo né da primo né da ultimo.

Perché alla fine il trucco sta proprio in questo, nel non arrenderti mai. Calcola che è proprio quando lo sforzo diventa maggiore che sei più vicino al tuo traguardo. D’altronde la fatica si manifesta quando hai lavorato tanto, quando hai investito energie, quando sei sotto sforzo e quindi stai facendo ciò che serve per andare avanti. Non credere che se sbagli, hai sprecato tutto inutilmente perché devi comprendere che l’errore fa parte del cammino e serve per indirizzarti su una strada migliore di quella che aveva imboccato prima. Solo chi non fa, non sbaglia mai, quindi fai, sbaglia, impara, sbaglia ancora e vai avanti; questa è la regola per raggiungere dei traguardi.

 “Non arrenderti: rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.”
(proverbio cinese)

 

Perché il tuo vero obiettivo è alla tua portata

Conosci la storia di Walt Disney? Da piccolo fu abbandonato dalla madre e per sopravvivere a 10 anni vendeva giornali per la strada. Da grande diventa disegnatore, ma viene licenziato dal giornale per cui lavoro perché per il suo direttore il giovane vignettista denota “mancanza di idee e di immaginazione”. Quando fondò la sua società molti gli dissero che nessuno avrebbe speso per andare a vedere al cinema film di animazione, poi gli dissero che era impossibile mischiare l’animazione con gli attori reali ed infine lo avvertirono che era da pazzi investire tutti quei soldi su un parco divertimenti. Beh, sappiamo entrambi com’è andata a finire. Disney era convinto che il solo pensare una cosa, ti poneva in grado di realizzarla. Questo non vuol dire che tutto ti è possibile sin dall’inizio, ma se qualcosa riesci ad immaginarla nel minimo dettaglio, allora vuol dire che hai le conoscenze per realizzarlo.

 

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Walt Disney ti direbbe mai di arrenderti??

D’altronde tutto ciò che si realizza, un automobile, un razzo, un’astronave, una macchina industriale, una casa, un campo sportivo, parte sempre da un’idea che si tramuta in un progetto e quindi in una realizzazione fisica. Tutto ciò che devi fare è credere nelle tue capacità. Mettiti subito seduto ad una scrivania, immagina il tuo obiettivo più grande e spezzettalo in ogni minimo dettaglio e quindi stabilisci delle tempistiche di realizzazione.

Vuoi aprire un bar? Descrivi come lo vorresti: che tema vuoi usare? Un bar americano? Un bar classico? Con o senza tavoli? Con veranda esterna? In centro o nella zona universitaria? Fa solo colazioni o vorresti anche i pranzi di lavoro? Piatti preconfezionati o fatti sul posto? Serve quindi una cucina e quindi un cuoco? Quanto deve essere grande il locale? Insomma, poniti tutte le domande che vuoi e rispondi senza mai rimanere sul generico, ma scavando sempre nello specifico. Quando ti sentirai soddisfatto di ciò che hai scritto, allora puoi renderti davvero conto se hai tutto per creare il tuo progetto.

Più hai le idee chiare, più diventa facile resistere alla tentazione di arrenderti.

 “Se puoi sognarlo, puoi farlo”
(Walt Disney)

 

Bene, se sei arrivato fin qui, vuol dire che non ti sei arreso con me 😃
Cosa ne pensi di questi 3 punti? Mi piacerebbe molto sapere se hai intenzione di seguire questi consigli. Perché non me lo fai sapere sul qui sul blog o sulla pagina o sul gruppo Facebook di RebuildMyLife?

P.S.
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A presto!
Davide


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