Rabbia, come imparare a gestirla.

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Ciao, sono Davide; ho 40 anni e sono qui perché spesso sono in preda alla rabbia.

Quando parlo di perdere il controllo delle proprie emozioni, mi immagino seduto in prima fila in una riunione di “Incazzati Anonimi” a parlare delle mie esperienze personali. Ammetto che molte volte mi sono ritrovato a dare libero sfogo alla rabbia.

Per quali motivi ci si arrabbia?

Direi per diversi; avrai, immagino, provato la frustrazione di non aver raggiunto un traguardo che ti è particolarmente caro, come un esame sbagliato o una commessa di lavoro non consegnata in tempo.
Oppure quando non riesci ad essere in sintonia con una particolare persona, che sia un familiare, un amico o un collega e si vengono così a creare dei momenti di incomprensione e situazioni di nervi a fior di pelle.
Ti sarà anche capitato di svegliarti semplicemente col piede storto e, senza un apparentemente motivo, iniziare la giornata con tanta rabbia già accumulata dentro di te.
In fondo questa violenta reazione è talmente antica e radicata in noi che, nel bene e nel male, ci è così familiare che basta poco per scatenarla.

Certamente le conseguenze sono ben lontane dall’essere come quando siamo al contrario felici o calmi. Personalmente mi sono ritrovato ben più di una volta col dover ricucire un rapporto più o meno danneggiato da un’esplosione di collera oppure dover “riparare i cocci” di oggetti che ho spaccato in seguito ad una reazione di rabbia fin troppo esagerata. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma tempo fa ho spaccato ad esempio uno smartphone perché dopo una serie di blocchi del telefono, mi sono talmente arrabbiato da averlo lanciato contro un muro!

Come vedi, ci sono motivi molto validi per cui vale la pena imparare a gestire meglio questa antica ed impulsiva emozione.

Eccoti quindi 3 consigli validi per tenere sotto controllo la tua rabbia.

Capire il perché.

Quando mi arrabbio solitamente la prima cosa che perdo è la lucidità mentale. Come si usa dire, mi si tappa la vena e divento una bestia che vomita brutte parole o agisce malamente. Ti riconosci in questa esperienza? Certamente un buon metodo è quindi cercare di razionalizzare il più in fretta possibile questo evento e capire quindi quali sono state le ragioni scatenanti della nostra rabbia. Comprendere cosa o chi ci fa arrabbiare, ci aiuterà sicuramente ad evitare di incappare in situazioni simili nel futuro.

Se è un collega che ti fa perdere spesso le staffe, allora la soluzione migliore è quella di evitarlo il più possibile o ridurre al minimo ogni tipo di interazione possibile.
Quando ti arrabbi spesso perché sei bloccato nel traffico, potresti ad esempio pensare di muoverti in treno oppure organizzarti per partire prima da casa ed evitare i momenti di punta (è una delle ragioni per cui mi sono abituato a svegliarmi prima la mattina!).
Se la rabbia è dovuta perché non riesci a dare un esame universitario e questo ti genera tanta frustrazione, allora forse è il caso di chiedere supporto a qualche amico che lo ha già superato.

Non si possiede ciò che non si comprende.
(Johann Wolfgang Goethe)

In ogni caso se ne comprendi le origini, la tua rabbia avrà meno appiglio su di te. Progressivamente riuscirai a scorgerne lo scatenarsi sin da subito perché riuscirai a vedere prima le condizioni che solitamente risvegliano la bestia che c’è in te e quindi evitarle o risolverle prima che il tutto degeneri.

Mai reprimerla: la tecnica del cuscino.

Un principio basilare da rispettare è che la rabbia non va repressa, ma espressa adeguatamente. Immagina di essere un palloncino e che la rabbia sia l’aria che ti gonfia. Ti riempi di aria e diventi sempre più grande finché improvvisamente scoppi e, si sa, un palloncino scoppiato non ha un grande utilità. Al contrario se tu dovessi accorgerti in tempo di essere arrivato al punto di rottura, ti basterebbe espellere un po’ di aria, evitando così di esplodere.
Con la rabbia è la stessa cosa: tu devi evitare di esplodere e per farlo devi trovare un modo per farla uscire, per poterti sfogare.Naturalmente sarebbe più che adeguato se tu riuscissi ad utilizzare una soluzione meno lesiva possibile sia per te che per tutto ciò che ti circonda, dalle persone agli oggetti.

Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.
(Buddha)

Io ti consiglio la Tecnica del Cuscino.

Un modo per sfogare la rabbia.


Quando senti che stai per esplodere, affonda la testa in un cuscino ed urlaci sopra. Fallo bene però! Urla tanto finché non ti senti esausto e svuotato. Continua ad urlare finché non percepisci che la rabbia che ti aveva colto, inizia a scemare ed infine scomparire. Prenditi tutto il tempo che vuoi perché è meglio spendere qualche minuto in più ad arrabbiarsi contro un cuscino invece che con qualcuno. Il cuscino è un semplice strumento: puoi anche rinchiuderti in una stanza ed urlare liberamente oppure se hai l’occasione puoi anche cogliere la possibilità di rinchiuderti in una Rage Room dove puoi spaccare tutto quello che ti pare. Mica male, vero? 😀

Qualsiasi modalità tu scelga,l’obiettivo finale è quello di dare alla tua rabbia la possibilità di venir fuori, ma in maniera controllata, ovvero meno aggressiva possibile.

Chiedere scusa

Purtroppo, per quanto possiamo stare attenti, capita sempre di scatenare la nostra rabbia su qualcuno. Quando il bersaglio della nostra collera è una persona, tendenzialmente finiamo con innervosirla o ferirla. In tal caso c’è un’unica soluzione da adottare: chiedere scusa e chiarirsi subito. Che la ragione per cui ci siamo arrabbiati sia da imputare esclusivamente a noi o anche a quell’altra persona non c’è mai alcuna ragione per cui dobbiamo sfogare la nostra rabbia su altri. Rischieresti così di distruggere relazioni importanti.

Può aiutare in caso di rabbia.

Non è facile, ma bisogna imparare a scusarsi. Ricordati di tutte quelle volte che sei stato tu bersaglio dell’esplosione della rabbia di qualcuno. Che tu abbia avuto ragione o torto, essere maltrattato non è mai piacevole, vero? Dunque devi imparare a non farlo anche tu. Frenare finché sei in tempo, non è forse meglio che andare a sbattere contro un muro?

Spero che questi consigli ti siano utili al prossimo attacco di rabbia e se provi una Rage Room, fammi sapere com’è andata! Ricordati infatti che mi fa molto piacere se lasci un commento sotto questo articolo o sulla pagina Facebook di RebuildMyLife o puoi anche inviarmi un’email all’indirizzo davide@rebuildmylife.it.

A presto!
Davide

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