Il rapport, come conoscerlo e applicarlo nelle relazioni

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Siamo a Marzo e, per parlare di rapport mi piacerebbe tirare le prime somme di questo 2018.

Oh Davide, cosa c’entra il rapport con i miei primi mesi del 2018??

C’entra tutto! Quante volte hai già litigato con qualcuno in questi mesi? E quanti contratti sei riuscito a vendere? Hai convinto quella ragazza, conosciuta a capodanno, a uscire con te? Il tuo capo ti ha concesso l’aumento che desideri e chiedi da tempo? Se ti sta andando tutto alla grande, allora questo articolo non ti serve e, anzi, ti invito a lasciarmi un commento per spiegarmi come fai ad ottenere sempre tutto. Se invece ti ritrovi a cercare di capire (spesso senza successo) l’ignota psiche del tuo collega/capo/partner, allora non procrastinare, ma prosegui speditamente con la lettura.

Ma cosa è il rapport?

Il rapport è un’arma potentissima nell’arte della persuasione. Indica in effetti una relazione tra due o più persone basato sull’armonia, la concordanza, l’affinità. Tieni presente che le persone più si sentono simili e più si comprenderanno e avranno più possibilità di andare d’accordo.

Solo chi è felice è attratto da individui felici, il simile attrae il suo simile. Le persone intelligenti si sentono attratte dalle persone intelligenti, le persone stupide sono attratte dagli stupidi.
(Osho)

Osho ha ragione! Noi abbiamo scelto i nostri amici tra 7 miliardi di persone perché con loro condividiamo opinioni, passioni, hobby, credi, lavori. Insomma più una persona ti è simpatica, affascinante, persuasiva e più il tuo rapport con lei sarà sviluppato.

Il Rapport ti aiuta a migliorare una discussione o addirittura una relazione

E come possiamo imparare a migliorare il rapport con gli altri?

Prima di tutto bisogna conoscere le basi: infatti anche il rapport si basa sulla Legge della varietà indispensabile. La legge dice che “in qualsiasi sistema, quando tutti gli altri fattori sono uguali, sarà l’individuo con la gamma più ampia di reazioni a controllare il sistema”.

Oook, Davide… e che vor dì?!

In pratica vuol dire che se vuoi andare d’accordo con una persona, devi capire su che leva agire. Tu, come tutti, avrai delle tue “modalità di approccio” preferite e di certo inizierai da quelle, me se per caso non andassero bene nessuna di quelle? Infine non riusciresti a trovare nessun punto in comune con quella persona. È chiaro, quindi che per conquistare quella persona devi fare almeno una mossa in più rispetto a quante quella persona ne riesca a distruggere!

Ti faccio un esempio.
Se ad una festa dove non conosci praticamente nessuno. Cosa puoi fare? Puoi andartene subito così da non provare quell’imbarazzante sensazione di star da solo per 2-3 ore oppure puoi provare ad approcciare gli altri invitati e fare amicizia. Vada per la seconda? Allora ti avvicini al primo gruppo ed inizi a parlare di calcio, ma questi ti guardano con sguardo stranito e si voltano dall’altra parte.
Allora cambi argomento parlando di politica. Zero anche qui.
Allora stai zitto e li senti parlare dell’ultima puntata di Games of Throne, ma a te quel genere di film non piace assolutamente.
Te ne vai sconsolato, pensando che se avessi saputo qualcosa di quella serie TV, avresti sicuramente avuto qualche possibilità di attaccar bottone con quei ragazzi.

Cosa voglio dirti con questo esempio?
Semplicemente che se tu riuscissi ad ampliare il tuo ventaglio di comportamenti, di certo otterresti più possibilità di interagire positivamente con il prossimo. In conclusione devi diventare:

  • più consapevole non solo dei tuoi schemi e comportamenti, ma anche di quelli degli altri
  • più flessibile e veloce nel passare da uno schema all’altro finché non trovi il più affine con le persone con cui hai a che fare.

OK Davide, è più facile a dirsi che a farsi, però. Non c’è un modo pratico per migliorare il rapporto con qualcuno?

Ma certo, anche più di uno! Il primo che mi viene in mente è il ricalco.
Come ti ho detto prima, ognuno di noi si accompagna con persone con cui ha in comune qualcosa perché prova una sorta di attrazione, vuoi di origine ideologica, spirituale, sentimentale o altro.
Il ricalco vuol dire avvicinarsi all’altro proprio in qualcosa che gli appartiene e renderlo quindi qualcosa che vi accomuna, vi rende simili e vi avvicina. Puoi pertanto ricalcare il prossimo in un suo modo di pensare e vedere le cose, un suo atteggiamento o comportamento. Più cose riuscirai a ricalcare dell’altro e più lo avvicinerai a te.
Lo scopo ultimo del ricalco è quindi renderci simili all’altro perché alle persone piacciono altre persone a loro simili e se tu piaci a qualcuno sarà anche più facile portarlo dalla tua parte.
Naturalmente il ricalco richiede pazienza perché devi imparare prima di tutto conoscere quella persona.

Ecco quindi un primo esercizio che mi piacerebbe che tu provassi.

Domani mattina a lavoro o a scuola, osserva le persone con cui ti intrattieni davanti la macchinetta del caffè o poco prima l’inizio delle lezioni. Noterai subito che sono molto simili a te: se tu sei ad esempio uno che vive nel limbo almeno fino alle 10 e dopo inizia a vedere un barlume di lucidità mentale, sarai di sicuro attorniato da persone che, come te, prediligono il silenzio mattutino.Se sei così, sono certo che quindi starai ben lontano da coloro che già alle 7 di mattina sono carichi di energia.

Quello che ti chiedo di provare è di sforzarti di imitare le attitudini opposte alle tue: se tu come me sei uno zombie di prima mattina, prova quindi a bere il primo caffè con chi è bello sveglio. Sforzati di interagire con questa persona, chiacchiera, parla di cosa hai fatto la sera prima o cosa hai in programma di fare. Insomma fatti vedere vivace lui e ti accorgerai che si creerà subito una bella iterazione.

Ovviamente vale anche il contrario: se tu sei quello già attivo, allora avvicinati al collega o al compagno di classe più addormentato. Salutalo, prendi il tuo caffè, sorridigli, fagli notare ironicamente quanto dovrebbe essere illegale essere già in ufficio/classe a quell’ora, un altro momento di pausa e poi digli che se anche lui, come te, inizia a capire come va il mondo verso le 10, gli offriresti volentieri un caffè a quell’ora per scambiare, finalmente a mente lucida, quattro chiacchiere e te ne vai. In un caso o nell’altro, se riesci ad interagire con l’altro, vuol dire che sarai riuscito a ricalcarlo e quindi a creare un primo rapport.

In sintesi, cambiando il tuo comportamento, cambi anche la tua esperienza con una determinata persona, avvicinandoti o allontanandoti a seconda di quanto tu sia in grado di gestire un ricalco o meno.

“La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.”
(Stendhal)

Il ricalco non vale sono nelle abitudini mondane di ognuno di noi, ma anche nello stato d’animo, nell’umore, nel linguaggio del corpo e così via.

 

Un altro esercizio da fare è ad esempio di studiare il tuo interlocutore nel suo modo di parlare.

E’ uno che gesticola molto? Allora fallo anche tu!
E’ uno dall’approccio fisico (mano sulla spalla, pacca sulla schiena…)? Fallo anche tu!
E’ sempre solare quando espone un’idea? Sii anche tu entusiasta quando vi parlate.
Alla fine, come recita un proverbio “Chi si somiglia, si piglia” ed è vero.

Ricordati però di una cosa.

Il ricalco nasce come uno dei metodi adatti a migliorare i propri rapporti con gli altri. Ce ne sono anche altri di cui ho parlato nel mio articolo “Relazioni con il prossimo, come migliorarle“. Il ricalco non deve mai essere uno strumento per raggirare le persone fingendosi più amichevoli o più vicini ai loro gusti e al loro carattere. Chi lo usa per questo scopo è semplicemente meschino.

Ricordati sempre che mi fa molto piacere ricevere i tuoi feedback: puoi lasciare un commento sotto a questo articolo o sulla pagina Facebook di RebuildMyLife o anche inviarmi un’email all’indirizzo davide@rebuildmylife.it

A presto!
Davide

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